Archeologia Preventiva

L’archeologia preventiva si propone l’obiettivo di conciliare le esigenze di tutela del patrimonio archeologico con le necessità operative connesse alle attività che comportino lavori di scavo. Il punto di partenza per la normativa in materia è il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio:

“in caso di realizzazione di lavori pubblici ricadenti in aree di interesse archeologico, il soprintendente può richiedere l’esecuzione di saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente’”
(D. Lgs. 42/2004, art. 28, c. 4).

Carta delle presenze e del rischio archeologico

Il procedimento per la verifica preventiva dell’interesse archeologico delle aree prescelte per la localizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico si applica a tutti gli interventi disciplinati dal Codice dei Contratti (D. Lgs. 50/2016) e ha lo scopo di fornire, a Stazioni appaltanti e Soprintendenze, gli strumenti per valutare l’entità del rischio archeologico nelle fasi di progetto preliminare, definitivo ed esecutivo.

Questo approccio consente di prendere decisioni informate e condivise, evitando di danneggiare eventuali siti di interesse storico. Quando la tutela integrale non è possibile, diventa cruciale individuare soluzioni che bilancino le esigenze del progetto con la salvaguardia del patrimonio culturale.

In questa fase iniziale, l’archeologo svolge un ruolo chiave: raccoglie informazioni fondamentali per definire un quadro conoscitivo del contesto storico delle aree interessate. Questo permette di individuare le zone in cui l’intervento comporta minori rischi per il patrimonio archeologico. Gli studi preliminari comprendono diverse attività, tra cui l’analisi di documenti d’archivio, bibliografia specializzata, fotografie aeree e cartografia storica. Inoltre, è prevista una ricognizione diretta sul terreno per verificare la presenza di potenziali evidenze archeologiche.

Sebbene il Decreto Legislativo 50/2016 sia stato sostituito dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D. Lgs. 36/2023), il principio della verifica preventiva dell’impatto archeologico rimane valido. Infatti, l’articolo 41, comma 4 del nuovo Codice, insieme all’Allegato I.8 e alla Circolare DG ABAP n. 32 del 12 luglio 2023, conferma la necessità di questa procedura, assicurando che il processo di progettazione tenga conto della tutela del patrimonio archeologico fin dalle sue prime fasi.

In sintesi, un’adeguata pianificazione archeologica preventiva non solo garantisce il rispetto delle normative, ma permette anche di evitare ritardi e imprevisti nel cantiere, assicurando un corretto equilibrio tra sviluppo e conservazione del nostro passato storico.

ArcheoLAB rappresenta un soggetto qualificato allo svolgimento del processo di verifica, disponendo di archeologi professionisti in possesso del titolo richiesto e regolarmente iscritti agli elenchi nazionali.
In particolare si occupa di:

  • indagini geologiche/geofisiche grazie anche alla collaborazione con altri professionisti del settore
  • indagini archeologiche preliminari
  • ricognizioni volte all’osservazione dei terreni, alla lettura della geomorfologia del territorio
  • lettura della cartografia storica e fotointerpretazione
  • esecuzione di saggi archeologici preventivi
  • consulenze tecniche ai vari livelli di progettazione

Il Documento di Valutazione di Rischio Archeologico, se completo e correttamente compilato, costituisce uno strumento fondamentale per una progettazione consapevole e un corretto esito dei lavori.