VIRGILI S., Analisi storico-archeologica di un monastero fortificato. San Martino al Tesino, Grottammare (AP)
VIRGILI S., Analisi storico-archeologica di un monastero fortificato. San Martino al Tesino, Grottammare (AP), in «Archeologia Medievale», XXXII, 2005, pp. 365-376.
Nello specifico l’elaborato si occupa di ricostruire la storia del monastero (oggi chiesa parrocchiale) dalla fondazione ai nostri giorni attraverso i documenti d’archivio, con particolare interesse al periodo medievale. L’excursus storico introduce un lavoro di analisi e ricostruzione delle strutture appartenenti al sito, attraverso la rilettura dei dati di scavo recuperati negli archivi della soprintendenza (scavi effettuati nel 1911) e attraverso l’osservazione archeologica degli elementi strutturali ancora oggi visibili. Da questa operazione emerge la realtà di un sito pluri-stratificato nel tempo che nasce in età tardo romana e cresce in età medievale con una diversa destinazione; da essa si deduce inoltre come il moderno approccio archeologico possa far luce su contesti non indagabili stratigraficamente, correggendo le tesi erudite che spesso riguardano molti monumenti storici, in una regione dove la ricerca scientifica pianificata rivolta al medioevo sta iniziando solo ora.
La piccola chiesa parrocchiale di San Martino (Grottammare, AP) è ciò che resta di un monastero benedettino che nel 1030 possedeva terreni, mulini, cellae per i membri del cenobio, svariate suppellettili liturgiche – tra cui libri – ed edifici annessi, i quali furono ceduti, nell’ottobre dello stesso anno, al vescovo di Fermo Uberto dal germanico Trasmondo del fu Tasselgardo, erede e proprietario quasi unico, tra il IX e l’XI secolo, del vasto territorio tra il Tesino e il Menocchia, gravitante attorno al castello di Supportica.Gli scavi effettuati nel 1911 dall’Ispettore Dall’Osso misero in luce murature che è possibile identificare con i resti di una imponente fortificazione, dotata di due o più torri angolari e da un corridoio di collegamento, probabilmente munito di un secondo piano. La tecnica edilizia e i rapporti stratigrafici con i perimetrali della chiesa medievale consentono di datare approssimativamente quelle strutture all’età tardo romana.
Il monastero in seguito sarà oggetto, come tanti altri, delle contese politiche ed economiche tra potenti possessores rappresentando, anche dopo la donazione al vescovo di Fermo Uberto, un attivo centro di organizzazione del territorio e di sfruttamento agricolo, allargando progressivamente la propria giurisdizione.
Il territorio sottoposto al monastero si estende nel XII sec a W fino al confine con Ripatransone e varca il limite del fiume Tesino a Sud, inglobando i nuclei produttivi disseminati nel contado e sfruttando le vasche e le cisterne romane ancora funzionanti.
Tra i suoi beni nel 1139 secolo rientra anche il castrum di Gruttam che costituisce il centro primario del comune in formazione. Alla fine del XIV secolo il complesso dovette iniziare un lento declino che lo avrebbe condotto al graduale collasso delle sue strutture e della sua risonanza culturale.