D’ULIZIA A., L’Archeologia dell’Architettura in Italia. Sintesi e bilancio degli studi
D’ULIZIA A., L’Archeologia dell’Architettura in Italia. Sintesi e bilancio degli studi, «Archeologia dell’Architettura», X, 2005, pp. 9-41.
Il contributo vuole ripercorrere analiticamente la storia dell’Archeologia dell’architettura in Italia, partendo dai primi studi condotti sugli elevati fino ad arrivare all’attuale specializzazione della giovane disciplina archeologica. L’ostacolo più rilevante che ha reso difficoltoso in Italia lo slancio al progresso è rappresentato, in primo luogo, dalla notevole disomogeneità che caratterizza le persistenze architettoniche su larga scala, propria dei contesti dell’archeologia post-classica. Inoltre, la mancanza di sensibilità per la tutela dei resti in elevato, da parte delle istituzioni e degli enti di competenza, ha determinato spesso, tranne rare eccezioni, il diffuso disinteresse nei confronti dell’edilizia cosiddetta “povera”, aggravandone lo stato di abbandono: fin troppo frequentemente è venuta a mancare l’attenzione, non solo alla microstoria del manufatto medievale urbano ed extraurbano, ma persino ad una sua corretta conservazione.
In base a questi presupposti e all’attuale mancanza di una sintesi nazionale è nata l’iniziativa di creare un compendio degli studi, che ripercorra la loro evoluzione focalizzando i momenti decisivi che hanno condotto all’attuale specializzazione della materia, non più considerata come ausiliaria ma parte integrante della ricerca archeologica, e presentando dei bilanci regionali ottenuti da un censimento a tappeto dell’edito. I risultati statistici elaborati in base alle ricerche condotte dimostrano chiaramente come la materia abbia mosso i primi passi all’inizio degli anni ’70 e abbia ricevuto poi un vero slancio solamente all’inizio degli anni ’80. L’incremento delle indagini sulle sopravvivenze in elevato d’età medievale ha raggiunto quindi un picco assoluto nel quinquennio 1994-98: se le prime applicazioni si inserivano nell’ambito di studio dei grandi e prestigiosi cantieri di scavo o in occasione di eccezionali progetti di ricerca sull’edilizia storica di un particolare territorio, sul finire degli anni ’90 gli ambiti di ricerca si sono ampliati esponenzialmente coinvolgendo sempre più territori regionali e trovando occasioni sempre più frequenti per l’approfondimento metodologico.